Gian Franco Eddone

La storia
Gianfranco Eddone, nato a Torino nel 1943. Frequentate le medie, dopo aver evitato per, un pelo, di andare all’avviamento al lavoro, viene, dopo il triennio, indirizzato al liceo artistico di Torino, da tutti i suoi professori, … ma invece diventa perito industriale. Lavora alla Olivetti nella formazione del personale, si laurea in Sociologia a Trento. Entra ed esce dalla Olivetti, fa il consulente. Anche ora lavora ancora attivamente come ricercatore. Da qualche anno si occupa in particolare dei problemi dell’innovazione nelle imprese industriali e di sviluppo del capitale intellettuale. Ma ha fatto anche l’assessore all’urbanistica di Ivrea per 10 anni (dal 1975 al 1985) e il consigliere provinciale per il P.C.I., dal 1985 al ’90, e tante altre cose. Nel frattempo ha continuato, ogni tanto, a fare dei “lavori”, regalati o accumulati in casa. Improvvisamente nel gennaio 2008 decide di fare quello che non ha fatto 50 anni prima... Con questa galleria virtuale vuole semplicemente esporre una parte di quello che, come in un sogno fantastico, ha fatto in poco più di un anno, quasi 40 lavori, e dare una anticipazione di quello che continuerà a fare nei prossimi anni, nella prossima vita…
Le idee
La spinta nella scelta delle molteplici tecniche espressive utilizzate, nasce dall’ammirazione per alcuni principi di Klimt e della secessione viennese: l’integrazione delle diverse forme di espressione artistica, il rapporto dell’arte con l’artigianato, l’immaginazione e la fantasia realizzate con il duro lavoro della trasformazione della materia, spesso riottosa, come le “lamiere”.
Poi altri due aspetti: la ricerca della terza dimensione nella pittura, senza per questo farla diventare scultura e la ricerca della luce come parte reale del “lavoro”, e non solo come artificioso tentativo di rappresentarla. Di qui, appunto, i lavori sulle lamiere: di rame morbido e neutro, di ottone duro, difficile, partecipe autonomo dei giochi di luce, incontrollabili e sempre nuovi, ma anche dell’alluminio, solare e ottimista e del piombo severo, apparentemente duro e riottoso, ma in realtà cedevole e collaborativo.
Infine il tentativo di capire, con diversi “confronti”, come il mezzo espressivo usato, determini in gran parte il messaggio che si vuole comunicare. Da qui, i “lavori” su cartone telato, con l’acrilico, e l’acquerello, le linografie, i bassorilievi con le paste sintetiche e i dipinti su vetro a più strati, per cercare la profondità di una terza dimensione, ma anche il tentativo di fondere le immagini alla poesia, non solo come illustrazioni di parole, ma parti integranti delle parole stesse. La galleria di riferimentoper poter apprezzare dal vero le opere dell'artista è Amarillo Art Gallery:
via Sani, 13/n - 42100 Reggio Emilia
tel. 0522.082620
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